Logo Splash Sicilia
Sicilia
 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
adattabile

  Valverde - Santuario di Santa Maria di Valverde
Punti di interesse
Acireale - Fortezza del Tocco
Trecastagni - Biblioteca Comunale
Trecastagni - Conservatorio delle Vergini
Trecastagni - Orfanotrofio Proiette settenarie
Catania - Castello Leucatia
Aci Castello - Castello di Aci Castello
Acireale - Duomo
San Giovanni la Punta - I Portali
San Giovanni la Punta - Le Zagare
Acireale - Ciclope
San Gregorio di Catania - Centro Intrattenimenti
Acireale - Chiesa di San Biagio
Acireale - Chiesa di San Domenico
Aci Sant'Antonio - Chiesa di San Michele Arcangelo
Aci Sant'Antonio - Chiesa di San Biagio
Aci Sant'Antonio - Chiesa Sconsacrata
Trecastagni - Chiesa dei Martiri Alfio Filadelfo e Cirino
Trecastagni - Chiesa delle Anime del Purgatorio
Trecastagni - Chiesa del Bianco
Trecastagni - Chiesa di Sant'Andrea
Trecastagni - Chiesa di Sant'Antonio di Padova
Trecastagni - Chiesa Madre di San Nicola di Bari
Trecastagni - Chiesa di San Benedetto
Trecastagni - Chiesa di Santa Caterina
Acireale - Basilica dei Santi Pietro e Paolo
San Gregorio di Catania - Chiesa dell'Immacolata
Aci Sant'Antonio - Chiesa Madre
San Gregorio di Catania - Chiesa Madre Santa Maria degli Ammalati
Aci Catena - Eremo di Sant'Anna
Acitrezza
Santa Caterina
Santa Maria la Scala
Capo Mulini
Acireale - Villa Belvedere
San Gregorio di Catania - Grotta Immacolatella I
San Gregorio di Catania - Grotta Micio Conti
San Gregorio di Catania - Grotta Immacolatella II
San Gregorio di Catania - Grotta Immacolatella III
San Gregorio di Catania - Grotta Immacolatella IV
Acireale - Grotta di Don Carmelo
Trecastagni - Grotta Crapanzano
Acireale - Grotta Giuffrida
San Gregorio di Catania - Grotta del Fico I
San Gregorio di Catania - Grotta del Fico II
Sant'Agata li Battiati - Grotta della Leucatìa
San Gregorio di Catania - Grotta Cantarella I
Aci Castello - Grotta delle Fate
Aci Castello - Grotta Romeo
Catania - Grotta Angelo Musco
Catania - Grotta di Novalucello II
Catania - Grotta di Novalucello III
Acireale - Grotta delle Palombe
Aci Castello - Grotta Zappalà
San Gregorio di Catania - Grotta Cantarella II
Aci Castello - Grotta di Via San Gregorio
Acireale - Grotta del Presepio
Catania - Grotta Caflisch
San Gregorio di Catania - Grotta dei Tedeschi
Catania - Grotta di Cezza
San Gregorio di Catania - Grotta della Gebbia
San Gregorio di Catania - Grotta Di Bella
Catania - Grotta Mario Ciancio
Catania - Grotta Petralia
Aci Castello - Grotta Militti
Lachea
Acitrezza - Faraglioni
Santa Caterina - Discesa di Via Acqua del Ferro
Acitrezza - Museo Casa del Nespolo
Trecastagni - Museo d'Arte Moderna
Acireale - Chiazzette
Acireale - Acquegrandi
Acireale - Palazzo San Domenico
Trecastagni - Palazzo dei Principi Giovanni
Trecastagni - Piazza Aldo Moro
Trecastagni - Piazza Marconi
Catania - Porticciolo di Ognina
Aci Castello - Porto
Acitrezza - Porto
Acireale - Porto di Capomulini
Acireale - Porto di Santa Maria La Scala
Valverde - Santuario di Santa Maria di Valverde
Trecastagni - Teatro Comunale
Acireale - Terme Santa Venera
Trecastagni - Forte Mulino a Vento
Etna - Monte Serra
 
Valverde - Santuario di Santa Maria di Valverde

La primitiva chiesa venne costruita con molta probabilità nella seconda metà del XIII secolo attorno ad un'edicola che conteneva un'icona della Madonna.
Nella seconda metà del 1500 la chiesa fu ampliata e la navata venne ad assumere le attuali dimensioni; in tale periodo fu costruito quasi tutto il campanile. Oltre che dalle tre date incise nella chiesa (due, 1559 e 1578, si leggono nelle paraste laviche del campanile; la terza, 1564, in una trave del soffitto), i lavori della fabbrica ci sono testimoniati dalle richieste dei consoli della chiesa al vescovo perché potessero raccogliere nella diocesi di Catania elemosine per "compliri la frabica di detta ecclesia".
Il terremoto del 1693 fece crollare il tetto, ma le mura resistettero: così l'icona della Madonna riuscì a salvarsi. Delle strutture murarie portanti soltanto quelle absidali subirono danni irreparabili, tanto che quando venne avviata la ricostruzione si preferì tagliare l'intera abside così che oggi il presbiterio termina con una parete retta.
La ricostruzione portò altre modifiche. Infatti venne chiuso lo spazio tra il transetto sinistro ed il campanile: la chiesa acquistò un'irregolare navatella a sinistra, con un suo ingresso.
Nei primi decenni del '700 la facciata della chiesa ebbe a subire una sostanziale modifica: infatti ad essa si sovrappose quella porticata del convento degli Agostiniani Scalzi; il campanile allineato al vecchio prospetto venne inglobato nella nuova struttura a portico.
All'ingresso del Santuario c'è un portale in pietra bianca databile agli inizi del '700. L'opera d'ispirazione tardo romanica è sormontato in alto dallo lo stemma dei principi Riggio. Il portale incornicia un portone di bronzo modellato da Giacomo Petralia ed inaugurato nel 1980.
Il prospetto laterale presenta come unico elemento decorativo un interessante portale in pietra bianca realizzato nel 1694. Nella ricorrenza del XVI centenario della conversione di S. Agostino, nel 1987 è stata inaugurata la porta di bronzo realizzata dallo scultore Salvatore Adamantino.
Varcato l'ingresso principale, ci si avvede subito che la soluzione planimetrica del santuario risente delle difficoltà costruttive più o meno legate alle sue origini: basti guardare la posizione decentrata dell'icona della Madonna, centro ideale della chiesa, la diversa ampiezza dei settori della navata centrale, il taglio del presbiterio, la piccola irregolare navata di sinistra.
Procedendo lungo la navata maggiore, le cui 10 artistiche vetrate costituiscono un armonioso racconto di luce, troviamo a sinistra l'altare della Madonna del Rosario, quello della Madonna del Carmine, un'elegante porta in legno (della fine del '700) che immette nel vano antistante la sacrestia ed infine l'altare dedicato a S. Nicola da Tolentino con una tela di ignoto del 1706.
Nella parete destra della navata si trovano l'altare della Sacra Famiglia e il monumento sepolcrale di Luigi Riggio Branciforte e della moglie Caterina Gravina.
Dopo il monumento Riggio si apre l'arcata che di fronte si conclude con il pilastro su cui è addossato l'altare della Madonna di Valverde.
Decentrato rispetto alla navata principale, ma situato nel punto in cui si incrociano gli spazi interni più ampi della chiesa, l'altare finisce per captare subito l'attenzione di chi entra: a ciò concorrendo motivi di fede, impianto architettonico, ricchezza decorativa. Realizzato in marmi policromi finemente intarsiati, esso è preceduto da un'artistica balaustra.
Al centro dell'altare, protetta da una porticina in argento sbalzato, è l'icona della Madonna. La Vergine seduta sorregge con la destra nel suo gembo il Bambino che poggia su un cuscino, mentre con la sinistra tiene un piccolo volatile. Gesù a sua volta carezza con la sinistra l'animale ed alzando la destra atteggia le dita nel gesto della benedizione.
Il dolce volto della Madonna è quello di una florida fanciulla siciliana (a riguardo diventano emblematici il velo della testa ed i capelli lisci spartiti al centro). Le sue movenze, l'andamento fluente del suo vestiario (velo bianco, manto celeste, veste rossa con cintura alla nazarena) più che richiamare moduli bizantini sembrano rifarsi a motivi prerinascimentali.
Il Bambino che indossa una tunichetta bianca sembra meno toccato da interventi: il volto conserva nell'ovale incorniciato da capelli inanellati un che dell'originaria aristocratica bellezza che si è perduta nell'espressione della Madonna.
Lo stato di conservazione del dipinto lascia un pò a desiderare. Il terremoto del 1693 ha prodotto nell'intonaco una lunga fessura che partendo in prossimità della testa dell'angelo di sinistra scende tagliando le aureole della Madre e del Figlio. L'umidità poi ha causato danni in varie parti, cancellando il volto dell'angelo di destra. I chiodi, piantati in passato per sostenere i preziosi oggetti votivi, hanno prodotto screpolature nelle vesti della Madonna e del Bambino ed in più punti l'intonaco è saltato.
Oltrepassato l'altare della Madonna, la navata grande termina con l'altare di S. Agostino la cui tela data "1710". Il presbiterio presenta nelle pareti laterali due recenti dipinti di Salvatore Adamantino, in quella di fondo drappeggi scompartiti da lesene (in basso) ed una Madonna con Bambino in trono tra angeli musicanti nella parte alta.
Passando alla navatella laterale sinistra, si trova l'altare del Crocifisso decorato con colonne tortili. Al centro è Gesù in croce con ai lati dipinti ad olio, l'Addolorata, la Maddalena e S. Giovanni Evangelista.
Le due palle di ferro che oggi pendono a sinistra del suddetto altare sono le testimonianze del ringraziomento dei soldati delle galee siciliane, devoti della nostra Madonna. Lanciate dagli spalti cristiani dopo aver invocato il nome della Madonna di Valverde, furono esse nel 1565 a ferire mortalmente il comandante turco Dragut che assediava Malta.
A destra dell'altare del Crocifisso un piccolo ingresso immette nella cappella del Sacro Cuore, nella quale ai nostri giorni nel periodo natalizio si appresta un grande presepio mobile.
Il convento degli Agostiniani scalzi si può considerare a tutti gli effetti un'appendice del santuario. L'edificio, il cui prospetto principale dà sulla piazza del Santuario (da notare nella parasta d'angolo le tre braccia laviche che venivano utilizzate per sostenere bandiere e stendardi), forma insieme alla chiesa un grande quadrilatero con all'interno un ampio cortile. La parte più antica del fabbricato risale agli inizi del '700, mentre l'ala attacata al presbiterio della chiesa è stata portata a termine nel 1955.
II cortile ("atrio interno") si presenta interamente porticato solo nell'ala che è prospicente la piazza. Qui sono al primo piano le celle dei padri agostiniani, disposte ai lati di un corridoio che porta alla cantoria. L'ala, meridionale e quella orientale in passato ospitavano il noviziato ed il probandato oltre che il refettorio e la cucina.