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  Palermo - Chiesa di San Matteo
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Palermo - Chiesa di San Matteo

Sul Corso Vittorio Emanuele tra via Maqueda e via Roma si erge bellissima la Chiesa di San Matteo, nel III circondario di Castellammare o Quartiere di S. Agata; La Facciata è tipicamente barocca e ivi sono collocate tre statue raffiguranti la Vergine al centro, San Matteo a sinistra, San Mattia a destra. Iniziata nel 1633 per volontà dell’Opera dei Miseremimi, fondata dal frate francescano Fra Leonardo Galici, sul terreno e il palazzo donato dal Dott. Mario Muta celebre giureconsulto con lo scopo di portare misericordia ai derelitti chiusi nel carcere del Purgatorio, fu consacrata nel 1647 e finita nel 1664 per opera di Carlo D’Aprile e Gaspare Guercio.
Come attestato dalla targa in marmo bianco,entrando dalla porta centrale della Chiesa sulla parete a destra,"Quel tempio che Ferdinando Andrada Arcivescovo di Palermo consacrato avea il 12 marzo 1647. Severino Castelli, Vescovo di Numidia consacrò il 12 Marzo 1775 ed inaugurò essendo stato di recente incrostato di marmi insieme a tutti gli altari".
L’interno a croce latina, a tre navate su colonne è in stile cinquecentesco.Sopra la porta principale si possono ammirare gli stupendi bassorilievi del Serpotta.Sopra la porta principale si possono ammirare gli stupendi bassorilievi del Serpotta. raffiguranti La Fede,la Speranza,e di Bartolomeo Sanseverino le altre due raffiguranti la Carità e la Giustizia.Nella cupola della navata centrale e laterale si trovano gli affreschi di Vito D’Anna risalenti al 1728.Nella navata laterale di destra si trova un crocifisso ligneo entro un reliquario a bassorilievi di Vincenzo Siracusa della fine de XVIII secolo.Nella navata centrale , l’altare maggiore fu realizzato da Filippo Cinistri in marmi decorati con agati e lapislazzuli, con bassorilievi in legno dorato rappresentante scene bibliche. Al centro una tela del 1796 raffigurante le anime purganti di Giuseppe Testa;la chiesa è ricca di lapidi funerarie ed è arricchita di un organo finemente scolpito, dorato e, purtroppo non più funzionante realizzato da Giuseppe Lungarno nel 1871.Durante il periodo che precede la Pasqua la chiesa è meta di numerosi devoti e visitatori in quanto la Confraternita durante questo periodo organizza la prestigiosa processione del Venerdì Santo per le vie del centro storico; e il Giovedì Santo viene allestito l'Altare della Reposizione
( Sepolcro )con la rappresentazione dell'Ultima Cena. Dietro l’altare maggiore vi è la sagrestia, corredata da bellissimi armadi lignei in noce mancanti purtroppo delle sculture di re, profeti e anime purganti, poiché asportate il 23 agosto 1990 da mani sacrileghe arrecando considerevoli danni. In alto lungo le cornici si possono ammirare medaglioni ovali o circolari contenenti figure di Anime del Purgatorio, il tutto intagliato nel legno dallo scultore Pietro Marino nel 1738.Fra gli armadi un genuflessorio nasconde una porta segreta, si pensa, nella tradizione popolare, che ci sia un riferimento alla setta dei Beati Paoli che da questa porta accedevano in un ambiente segreto e da questo si diramavano delle gallerie oggi non più identificabili.Per mezzo di una scala posta nell’antisagrestia si accede alla cripta, vasto ambiente a pianta rettangolare di circa 160 mq che occupa la parte sottostante la navata della Chiesa.I loculi lungo le pareti sono disposti a ripiani leggermente inclinati rivestite da variopinte mattonelle di maiolica e particolare non trascurabile, muniti di poggiatesta.
Non sono stati identificati i locali adibiti a “colatoi” , d’altronde la Chiesa ha subito diverse ristrutturazioni, per cui molto probabilmente i locali in questione sono stati trasformati per altri usi.
Oggi i cadaveri non si trovano più nella loro collocazione originaria perché sono stati riposti in ossari comuni, e qui che sin dal 1714 vennero sepolti i corpi dei Confrati dell’Unione dei Miseremini e come si rileva dal Libro dei Morti della Congregazione, in questa cripta vennero inumati Vito D’Anna e Giacomo Serpotta.La cripta, da come si può notare dalle fotografie, è in ottimo stato di conservazione, e fino a qualche anno fa vi veniva allestito un prestigioso presepe animato, oggi basterebbe poco per ripristinare il suo stato originario.
Il visitatore che entra per caso nella Chiesa riceve una impressione suggestiva nel vedere un gioiello di arte sacra, una visione improvvisa, inaspettata in una quasi penombra, di colonne, di agili archi, di pilastri incrostati di marmi eccellenti, di ornati, di stucchi preziosi, di pregevole pitture, di affreschi stupendi.
Il tempio di S. Matteo non è soltanto un’opera d’arte ma un insieme di valori di sentimenti di vicende storiche, perché uomini di ogni classe e condizione con le proprie sostanze lo edificarono e lo resero prezioso. Esso è degno di essere conosciuto ed apprezzato da quanti sono amatori del nostro passato.