La più solitaria delle Eolie, un cono tondo e ricoperto di erica (da cui il nome antico di Ericusa) dove vivono non più di 140 persone, sembra persa alle radici del tempo.
Il pendio occidentale dell'isola è ripido e disabitato; quello orientale è costituito da ripiani e disseminato di case tra le quali si leva, in pittoresca posizione, la
Chiesa di San Bartolomeo .
Dal centro abitato, con poche case color pastello disseminate ai piedi della montagna, si inerpica un sentiero tra coltivazioni a terrazze che culminan con il Filo dell'Arpa, da cui si gode un bel panorama.
Caratteristici il Serro della Farcona, cinto da alti precipizi e il Timpone delle Femmine, ubicato anche in località impervia: qui si rifugiavano le donne durante le scorrerie saracene.
Circumnavigando l'isola, si ammirano pendici terrazzate coperte da cespugli e da fichi d'India, alte coste con stratificazioni di rocce nere e di conglomerato rossastro; forre, valloni e un susseguirsi di alti precipizi.
Un abitato delle fasi iniziali della cultura di Capo Graziano (XXIX – XXVII secolo a.C.) doveva estendersi vicino al porto, in contrada Pantalucci fino al torrione della contrada Fucile. Frammenti ceramici di età romana si trovano sparsi sulla costa orientale dell'isola.