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Punti di interesse
Longi - Castello di Longi
Galati Mamertino - Castello di Galati
Frazzanò - Monastero di San Filippo Fragalà
 
Longi - Castello di Longi

Nel patrimonio artistico italiano le opere che si trovano a Longi potrebbero essere considerate "minori" ma ricordiamoci che le grandi opere sono divenute tali proprio per il risultato della scoperta delle piccole opere. La storia del castello medievale ha inizio con il rafforzamento delle strutture militari del territorio, che si verifica tra i secoli VIII e X dopo le conquiste arabe accertano l'esistenza di un insediamento umano a Longi da parte di Cristiani o Bizantini dopo aver abbandonato la zona di Castros. D'altra parte quando si narra della Rocca di Galati al secolo, l'attuale Longi doveva essere un sicuro rifugio alle scorrerie saracene. Molto probabilmente fino a questo periodo viene indicata come postazione militare sita sulla parte più strategica e inaccessibile del territorio, cioè fino al torrente Fitalia, postazione che strutturalmente doveva essere costituita da una torre di gusto saraceno, prima, e poi araba-normanna e che in seguito subì degli ampliamenti sull'onda della politica di espansione dei Normanni, e molto probabilmente, di Ruggero II che già nel mese di Giugno 1090 con la consorte Adelasia, portava a compimento la costruzione di una parte dell'eremo di San Filippo di Fragalà ancora esistente e vicino a Longi. E' chiaro che la presenza di questa dimora, abbia consentito ai primi abitanti di risiedere, testimonianza di una avviata autonomia dell'economia rurale. Disegno del CastelloIn realtà il Castello di Longi non ha avuto una funzione precisa, lo testimonia infatti la cerchia muraria difensiva, ma soltanto di sorveglianza, a dominio e difesa di un territorio economico e politico. La sua importanza sta nel segno che dà agli abitanti del luogo, alla comunità che vive attorno ad esso. Nel paese tutti dai più anziani ai più giovani, conoscono e si sentono legati ad esso infatti mentre l'Italia settentrionale celebrava il Rinascimento, e con esso le città con facile decadimento dei centri minori e piccoli, Longi contava 177 case e 578, ma sopravvive artisticamente e si avvia lentamente allo sviluppo grazie alle iniziative baronali e alla presenza di qualche artigiano dedito alla attività edilizia e alla preparazioni di addobbi, decorazioni, apparati, ecc. Piantina InternaIl castello oggi non presenta alcun particolare stilistico al quale si potrebbe far riferimento. Solo i resti di una finestra monofora con arco acuto e strombato profondamente mettono in evidenza un elemento strutturale tipico dei Normanni. La struttura che sovrasta tutto l'abitato circostante e appare sopraelevato da una parte rispetto al livello della strada; ma, della lettera esterna e dalla planimetria è solo un palazzo che nel tempo è stato fortificato per ragioni difensive e che doveva essere autosufficiente considerati gli ambienti adibiti a varie funzioni, come appunto: il cortile, la cisterna, le stalle, i magazzini, le cucine, le camere, ecc.

La parte più antica è quella a nord-est, più vicina al passo del fiume; al picco del torrente dove i muri della base sono spessi 250 cm. e, e in alcuni punti trapezoidali, all'interno e all'esterno. La primitiva struttura doveva essere verosimile una torre di avvistamento.

Al 1600 è relativa la parte del piano terra che si protrae verso la piazza; il portale d'ingresso che sulla chiave dell'arco porta lo stemma in pietra dei Lancia (un leone rampante coronato), il cortile che lega le due parti. Gli ultimi ampliamenti e i miglioramenti apportati all'intera struttura furono eseguiti tra l'700 e l'800 con la costruzione del piano sopraelevato o cosiddetto nobile, al quale si accede da uno scalone esterno in pietra che costeggia un breve incamminamento ricavato nello spessore della cortina muraria esterna. All'interno la parte più interessante artisticamente è quella settecentesca abitata fino alla morte dalla Duchessa Zumbo, vedova del N.H.(nobile uomo)Vincenzo Loffredo, Duca D'ossada. Dalla lettura iconografica delle pitture esistenti in alcune stanze, dalle decorazioni, dai mobili e dalle porte si possono dedurre gli ultimi interventi, avvenuti nel secolo scorso dei quali alcuni portati a termine, altri mai ultimati.Blasone dei Lancia (Interno del Castello)

Sono due le camere di rilevanza storico storico-artistica; la prima ha un soffitto a crociera delimitato da una cornice dipinta aggettante che forma quattro medaglioni angolari. Al centro vi e raffigurata, entro schemi architettonici, arricchiti da un drappeggio movimentato e di grande effetto plastico, S.Caterina prostata al cospetto di un re su un trono attorniato da soldati e cortigiani. Degna di nota è di accesso alla seconda camera, intagliata e decorata con figura che dalla foggia dei vestiti richiamano lo stile settecentesco. La cornice della porta e sormontata da uno stemma araldico scolpito in legno, raffigurante nel campo un giglio e lateralmente due stelle a più punte.

Nell'altra camera vi sono rappresentate, sempre con tecnica con "affresco" soggetti naturalistici e archeologici molto usati dagli artisti del 700 in riferimento al fatto che l'Italia stava vivendo con i primi scavi archeologici in recupero dell'antichità classica greco-romana.

Attualmente il castello e di proprietà della " banca di credito cooperativo della valle del Fitalia " in cui, in alcune ale dell'edificio, sono situati gli uffici principali. Ciò nonostante le aree del castello di rilevanza artistica e archeologica sono visitabili previa approvazione.