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  San Pier Niceto
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San Pier Niceto

Sorge in una zona litoranea collinare, posta a 260 metri sopra il livello del mare.

San Pier Niceto, noto un tempo col nome di San Pietro di Monforte, viene ricordato per la prima volta in un diploma del 1198, quando appartenne alla città feudale di Monforte. Nel 1873 il paese assunse l'attuale denominazione di San Pier Niceto, in chiaro riferimento al termine greco "Niketos", ossia vincitore.

Riguardo l’etimologia del nome vi sono pareri discordanti soprattutto per l'assenza di documenti, probabilmente andati perduti col terremoto di Messina del 1908.

Tra le ipotesi piu accreditate vi è quella secondo la quale il vocabolo deriverebbe da S. Pietro, protettore del paese, e dal Torrente Niceto, dal greco Nike che significa Vittoria, per la vittoria ottenuta dai cristiani sui saraceni, in una battaglia svoltasi lungo il fiume.

Secondo un'altra ipotesi la parola Niceto potrebbe derivare dal nome del frutto del nocciolo, albero più diffuso nel fiorente bosco della zona.

Il paese sorse tra il IX° ed il X° secolo d.C. ad opera dei Saraceni, che costruirono le prime case in contrada Porticelli, che successivamente si trasferirono nelle zone "Gallo" e "Quattrofacce" poichè esse erano nascoste alla vista dei pirati provenienti dal mare.

Molte delle deminazioni che si succedettero in Sicilia, lasciarono il loro influsso anche su San Pier Niceto.

Nel 1628 Filippo IV conferì il titolo di Conte di San Pier Niceto a Giuseppe Moncada Saccano, primo Principe di Monforte. I Principi Moncada amministrarono il Ducato per circa due secoli e decaddero durante la conquista della Sicilia da parte di Garibaldi.

Numerose sono le leggende legate alla crudeltà e cupidigia dei Moncada.

Si racconta infatti, che il Principe osservando dalle finestre del suo Palazzo le donne che andavano a prendere l’acqua al fiume si divertiva a sparare sulle loro "cottare", brocche in terracotta per l’acqua, per il gusto di vederle bagnate, subito dopo donava loro il denaro necessario per comprarne altre. Inoltre si narra che quando qualcuno si sposava la sposa doveva trascorrere la prima notte di matrimonio in casa del principe.

Fu sotto la signoria dei Moncada che comunque il paese ebba maggior splendore. Tra il XVII° ed il XVIII° secolo sorsero i conventi dei Carmelitani e dei Paolotti e furono costruite la maggior parte delle chiese.

Tra i monumenti più significativi segnaliamo la Chiesa di S. Antonio ad una sola navata, sconsacrata, ora adibita a biblioteca parrocchiale, la Chiesa di S. Francesco di Paola annessa al convento di S. Maria Maggiore, fondato nel 1634, la Chiesa di S. Giacomo nella quale è custodito l' antico crocifisso di antica fattura che nel venerdì Santo viene portato in processione per il paese, la Chiesa del Carmine, costruita nel XVII secolo come l’annesso convento di cui faceva parte trasformato in una scuola media negli anni 50 venne poi demolito per la costruzione dell'attuale piazza.

Nella parte alta del paese sorge la Chiesetta di S. Rocco, risalente al XVIII° secolo al cui interno conservo con statue lignee di S. Sebastiano e di S. Rocco ed una in cartapesta della Madonna del Riparo.

La produzione agricola si basa sull'uva da mosto, cereali, frutta, agrumi, olive e prodotti caseari. Fiorente è l'allevamento di bovini e di ovini.