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Catenanuova

CATENANUOVA è un comune di oltre 5.000 abitanti in Provincia di Enna e appartenente alla Sicilia centrale ed alla Diocesi di Nicosia.

Sorge in un punto strategico della valle del Dittaino, a 38 km da Enna in direzione est e a 35 km da Catania in direzione ovest, lungo la linea ferroviaria e l'autostrada A19 fra Palermo e Catania.

Venne fondata intorno al 1727-1733 dal Principe Andrea Giuseppe Riggio-Statella (figlio primogenito di Antonio Giuseppe Riggio-Saladino e Anna Maria Statella-Paternò Castello), nel proprio feudo di Melinventre secondo il volere della madre: questa, rimasta vedova, nel proprio testamento del 21 luglio 1713 richiedeva al figlio ed erede di fondare una nuova città "...in qual futuro tempo nel suo fegho di Melinventre si frabicasse la Terra e vi fosse fondato l'Arcipretato..." nella piccola chiesa di San Giuseppe, già esistente.

Andrea Riggio prese l'investitura del feudo di Melinventre l'8 marzo 1722 all'età di 20 anni. Essendo poco più che adolescente, attese circa un decennio prima di eseguire le volontà della madre, tanto che, nel 1726 inoltrò richiesta per la fondazione del nuovo centro urbano a sua Maestà il Re di Sicilia Carlo VI, affinchè gli concedesse l'autorizzazione. Carlo VI in data 11 settembre 1726 accordò la richiesta avanzata dal Principe Andrea Riggio, anche se il permesso definitivo gli fu dato nel 1731.

Catenanuova divenne ente autonomo, il Principe dunque, fece erigere il suo palazzo (abbattuto nel 1976) di fronte alla chiesa intitolata a san Giuseppe, e alcune abitazioni attorno ad esso, così iniziò il processo di popolazione del nuovo centro urbano; fece spianare ampie e rette vie e nel giro di poco tempo Catenanuova assunse il ruolo di cittadina vera e propria.

Il nome della nuova cittadina derivò dal titolo della famiglia del fondatore, "Principi della Catena", che già avevano fondato un altro comune di nome Aci Catena; infatti inizialmente la chiamarono Terra della Nuova Catena, poi Catena la Nuova, e infine Catenanuova.

Lo stemma del nuovo comune venne creato unendo i quattro simboli della famiglia paterna e materna del fondatore, vale a dire Riggio-Saladino e Statella-Paternò Castello. Tale simbolo venne utilizzato come sigillo comunale dal 1736 al 1812 e inoltre venne scolpito in bassorilievo nel fonte battesimale di marmo (del 1738) e dipinto sulla base del simulacro della compatrona, Maria Santissima delle Grazie (del 1750), entrambi nella chiesa San Giuseppe.

Altri palazzi vennero edificati nel corso del XIX secolo.

Appartenne alla Provincia di Catania dalla sua nascita fino al 1926, quando Enna fu eretta capoluogo di provincia.

Festa Patronale

La più importante festa di Catenanuova, è quella in onore dei Santi Patroni, San Prospero martire e Maria Santissima delle Grazie, che si svolge ogni anno tra le due ultime domeniche di settembre.

La festa venne istituita nel 1752 dal fondatore di Catenanuova, Andrea Giuseppe Riggio-Statella, principe della Catena, che portò nella nuova cittadina le reliquie del martire Prospero, sepolto nelle catacombe di San Callisto di Roma.

Tra queste ultime due domeniche di settembre, nella piazza principale si svolgono spettacoli di vario genere, le vie del centro si accendono con le luminarie, bancarelle di dolciumi ed altro per le piazze, la gente, i turisti, gli emigrati, ritornano a fare da spettatori a quest'evento a cielo aperto; e Catenanuova assume un volto nuovo, che solo la Festa Patronale sa dare. La penultima domenica si aprono i festeggiamenti facendo memoria della compatrona, Maria Santissima delle Grazie, la cui statua viene portata in processione alla sera per le due vie principali, con giochi pirotecnici e banda musicale.

Tre giorni prima della festa del Patrono in chiesa si svolge il triduo di preghiera in onore di San Prospero. Nell'ultima domenica di settembre, già dalle prime ore del mattino rintoccano a festa le campane di tutte le chiese con i tradizionali 21 colpi a cannone per salutare il giorno solenne e festoso; il corpo bandistico percorre le vie cittadine annunciando la solennità di San Prospero, mentre in chiesa madre si celebrano le Sante Messe in suo onore. In serata invece, tra spari a salve e in un tripudio di gente festante, il simulacro del Santo in modo trionfale esce dalla chiesa, percorrendo le vie del centro storico, della parte nord dell'abitato e della zona meridionale. Giunti in piazza Madonna del Rosario il parroco legge il messaggio inviato agli emigrati catenanuovesi in Argentina che contemporaneamente onorano San Prospero con una processione analoga; subito dopo in via Caduti in guerra si svolge un suggestivo spettacolo pirotecnico, dopo il quale la processione riconduce in chiesa madre il fercolo con il Santo; dopo il rientro, in piazza si tiene il maggiore spettacolo musicale delle feste. L'indomani, lunedì, a chiusura dei festeggiamenti, per tutto il giorno in via Umberto si svolge la tradizionale Fiera di San Prospero che è una versione allargata del tradizionale mercato del martedì.