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  Petralia Soprana
 
Petralia Soprana

Petralia Soprana dista 153 Km. da Agrigento, 74 Km. da Caltanissetta, 143 Km. da Catania, 55 Km. da Enna, 219 Km. da Messina, 115 Km. da Palermo, alla cui provincia appartiene, 200 Km. da Ragusa, 227 Km. da Siracusa, 214 Km. da Trapani.

Forse di origine sicana o greca, la cittadina fu inizialmente accomunata a Petra, primo centro abitato risalente al III secolo a.C.. A partire dal XII secolo d.C. l'antico nome Petra fu trasformato in Petralia, dal greco Petra Heliae che significava Pietra di Elia in onore del santo profeta Elia, fondatore dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi. Nel periodo feudale al nome Petralia fu aggiunta l'accezione Soprana per distinguerla dalla zona sottostante detta per l'appunto Petralia Sottana. La cittadina fu dominata da diverse famiglie aristocratiche, prima fra tutte quella di Ventimiglia dal 1258, seguita dai Moncada e gli Alvarez de Toledo fino al 1812 anno in cui fu abolito il regime feudale.

Nel settore monumentale annoveriamo il Palazzo Municipale (ex convento dei Carmelitani Scalzi) di gusto neo-gotico. Sono rilevanti pure la Chiesa di Santa Maria di Loreto del 1700 e la Chiesa di S. Antonio Abate con l'attiguo ospedale entrambi del XVII secolo. Dell'originaria cinta muraria si può visionare solo l'arco ogivale di Porta Seri e i resti del Castello normanno.

Famosi sono i Crocifissi inginocchiati e piangenti, dello scultore francescano padre Umile da Petralia, ovvero Gianfrancesco Pintorno (1600-1939), che oggi ritroviamo in numerose chiese della Sicilia.

Nel settore agricolo è ingente la produzione di cereali, olive, uva ed ortaggi. Dal sottosuolo del territorio si estraggono salgemma e sali di potassio. Tappeti, ricami, lavori all'uncinetto sono tipici prodotti dell'artigianato locale, importanti anche la lavorazione del legno e del ferro.