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  Gibellina
Punti di interesse
Santa Ninfa - Grotta di Santa Ninfa
Gibellina - Stella di Gibellina
Gilbertina - Montagna di Sale
Gibellina - Piazza dei Fasci dei Lavoratori di Gibellina
 
Gibellina

Unica al mondo per l'innesto dell'arte moderna su un tessuto culturale contadino.
La chiamano città museo, e Gibellina (m 220 ab. 4733) è davvero una galleria d'arte contemporanea all'aperto allestita con gusto e creatività. Completamente distrutta dal sisma del 1968, la cittadina è stata ricostruita in contrada Salinella, a 18 km dall'originario ma ormai inesistente abitato. L'identità di Gibellina nuova si deve all'estro di noti artisti e urbanisti come P. Nicolin, L. Quaroni, A. Pomodoro, P. Consagra, C. Cagli, P. Cascella, G. Samonà, O.M. Ungers e A. Mendini, che hanno tutti partecipato alla realizzazione e alla riqualificazione dell'abitato. Simbolo ed accesso del nuovo paese è una porta a forma di stella (1^ foto), maestosa scultura, alta 24 m realizzata in acciaio inox da Pietro Consagra e denominata ingresso al belice. Giungendo in viale degli elimi ci si trova dinnanzi al palazzo Di Lorenzo, opera di Francesco Venezia, che nel cortile incorpora la facciata dell'edificio distrutto. Si tratta di una particolare casa-museo in cui si sovrappongono stili antichi e moderni. Proseguendo si incontrano il Meeting, un edificio-scultura in cemento e ferro che ospita congressi, e il Teatro, di Pietro Consagra che, ispirandosi al Riferimento all'unicità e al Riferimento all'irripetibile, ha ideato anche i cancelli del nuovo cimitero. A destra del Meeting si apre la piazza intitolata a Joseph Beujs; a sinistra sorge il Sistema delle piazze, di Laura Thermes e Franco Purini, su cui convergono cinque grandi piazze e dove ogni estate si organizza la rassegna "Cinema sotto le stelle". In piazza XV Gennaio 1968, così chiamata a ricordo del giorno in cui le scosse telluriche devastarono l'antico centro abitato, è il Municipio, progettato da Vittorio Gregotti e Giuseppe Samonà. Il prospetto è rallegrato da pannelli in ceramica policroma, di Carla Accardi e Pietro Consagra, che si susseguono sotto i porticati, e dai carri scenici progettati da Arnaldo Pomodoro per le Orestiadi. All'interno dell'edificio, lungo i corridoi, si può ammirare una esposizione di opere d'arte e foto artistiche del territorio, mentre nella sala Agorà è esposto un grande mosaico di Gino Severini; chiudono la piazza in travertino quindici sculture di Consagra (La città di Tebe) e la Torre civica di Mendini. Il Museo civico d'Arte Contemporanea* (v.le Segesta n. 13), che dispone anche di un auditorium, custodisce un patrimonio di opere su carta, tela e sculture, di circa 1800 pezzi. La sezione d'arte contemporanea contiene la più grossa collezione esistente del pittore Mario Schifano e conserva tele di Scialoja, Rotella, Corpora, Accardi, Spazzapan, Treccani, Afro e altri. La sezione Idee per la città espone i bozzetti delle opere collocate lungo le strade del paese. Visita: mar-sab ore 9-/3 e /6-/9, dom ore /0-/3 e /6-/9; tel. 0924/67428. In via Vespri Siciliani è il Museo Eblo-Antropologico, allestito all'interno di una piccola casa contadina risparmiata dal terremoto, che documenta con attrezzi e manufatti i lavori tradizionali della valle. Per la visita rivolgersi al Museo civico d'arte Contemporanea.
All'uscita del paese, all'interno del Baglio di Stefano, il Museo delle Trame Mediterranee raccoglie gioielli, costumi e ceramiche dei popoli e delle civiltà del Mediterraneo; preziosa la collezione * di 100 ciotoline invetriate spagnole del '300. Visita: mar-dom ore 10-13 e 16-19, tel. 0924/67844.